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Bambole giramondo in riva al mare

Bambole di tutti i continenti che, come bambini di Paesi diversi, si incontrano e si danno la mano per unirsi e formare un allegro girotondo: è questo lo spunto da cui nasce la mostra che la collezionista alessandrina Pieranna Bottino propone nell'ambito del Festival di Bonassola. Esposte, bambole di epoche, tecniche di costruzione e materiali diversi, che raccontano, attraverso le proprie specificità, storie legate a usi, costumi e tradizioni dei popoli della terra. Nell'esposizione allestita presso l'ex seminario di Sant'Erasmo vengono presentate bambole realizzate da ditte prestigiose (italiane e non), altre di costruttori meno noti ma altrettanto importanti, con costumi e monili, curati nei minimi particolari, a testimonianza del fatto che queste bambole sono da sempre, testimoni di tradizioni che, a diverse latitudini, in molti si impegnano a non far morire. 
Bambole etnografiche che spesso hanno una funzione non soltanto ludica quanto piuttosto di ambasciatrici di un popolo, della sua cultura, di riti e della terra che abita.
Negli spazi dell'ex oratorio a picco sul mare, i bambini potranno fare la conoscenza con bambole dal volto in pietra realizzate dagli Inuit piuttosto che in radici dell'Amazzonia o in legno degli sconfinati spazi australiani; ci saranno le creazioni in noci di cocco della tribù Seminole di Miami e quelle di altri Nativi, così come non mancherà John Wayne, perché parlando di bambole in quanto giocattoli, non si pensi a un discorso soltanto 'al femminile'; dall'Africa  ecco bambole col corpo in sabbia del deserto piuttosto che in stoffa col copricapo fatto con pezzi di giornale bagnato per manterne la forma. E poi ancora altre 'pupe' fatte in carta di seta dall'Uzbekistan, affascinanti copri-samovar russe per tenere al caldo il tè, o bamboline  che le mamme del Guatemala fanno con fili colorati e pezzi di legno da mettere sotto al cuscino dei propri figli come auspicio di sogni sereni.
L'Europa sarà ben rappresentata da raffinate o curiose produzioni francesi (a proposito ci sarà la Becassine) o tedesche, piuttosto che dalle splendide creazioni in feltro della Lenci; ma ci saranno anche le Furga e le Ratti, e non mancheranno le sorprese ovviamente legate al mare, Ligure ma non solo.
Una sezione speciale sarà dedicata ai 'Cuori di bambola' ossia creazioni realizzate in varie parti del mondo a sostegno di donne e infanzia in difficoltà o altri progetti solidali: da 'Suada' la bambola di Sarajevo cucita dalle donne dell'ex Jugoslavia alla ricerca di una fonte di guadagno dopo il conflitto, a quelle del mercato equo-solidale piuttosto che per la promozione di un progetto per la cura a bambini malati di Aids.
Insomma la mostra offre una visione insolita del 'giocare' con le bambole e anche spunti di riflessione rivolti ai bambini ai quali viene spiegato che ci sono loro coetanei meno fortunati, che seppure fatte di pietra, legno, stoffa o sabbia, riescono comunque a sorridere grazie a quello che è universalmente riconosciuto come uno tra i giochi più antichi ma senza dubbio il più diffuso al mondo: la bambola.

La mostra sarà inaugurata domenica 3 agosto 2014 alle ore 18 e rimarrà aperta da lunedì a venerdì ore 17/20; sabato 9 agosto apertura ore 9 -12. Ingresso libero.    

Pieranna Bottino vive e lavora ad Alessandria. Raccoglie bambole etnografiche e in costume da circa 40 anni. La collezione comprende  un migliaio di pezzi scovati nei mercatini o nelle fiere specializzate, dono di amici viaggiatori o acquistate direttamente da artigiani del mondo; ha organizzato diverse mostre e curato la pubblicazione di cataloghi e di un Quaderno per la Regione Piemonte sui giochi di una volta per il museo etnografico della sua città. Anche la mostra di Bonassola è la dimostrazione del fatto che Pieranna...  non si è ancora stancata di 'pettinare le bambole' .